Dalle fasi preliminari al cantiere: il progetto per il relining della diga di Zoccolo con profili non circolari in PRFV Amiblu
Ci sono opere in cui le soluzioni tecniche devono adattarsi con precisione alla struttura esistente, alle sue condizioni e ai vincoli del cantiere. È il caso del progetto che ci ha visti impegnati nel relining della galleria di scarico della diga di Zoccolo, in Val d’Ultimo (BZ).
L’intervento ha riguardato lo scarico di fondo di una diga in terra gestita da Alperia Greenpower, alta 66,5 metri e con una capacità d’invaso di circa 33 milioni di m³, e ha visto coinvolti Hydrodata e Thetis Costruzioni come partner ed esecutori del progetto.
Per risanare il primo tratto della galleria, lungo circa 70 metri su uno sviluppo complessivo di 926, sono stati utilizzati profili non circolari in PRFV Amiblu progettati su misura. Si tratta della prima delle tre sezioni previste da riabilitare.
Ne parliamo con Massimo Cornelli, Area Manager di Amiblu Italia, che ha seguito il progetto, e con Amedeo Rugen, Amministratore Delegato di Amiblu Italia.
Da quali condizioni nasceva la necessità del risanamento e quali sono state le fasi preliminari del progetto?
Massimo Cornelli: La galleria esistente era realizzata in calcestruzzo armato con sezione policentrica e mostrava condizioni di degrado importanti.
Prima di definire la soluzione, era quindi necessario conoscere con precisione la geometria dell’opera; per questo, sono state eseguite indagini e rilievi sonar tridimensionali, che hanno permesso di ricostruire la configurazione della galleria e impostare il progetto.
In una prima fase, l’intervento era stato pensato per una posa in subacquea, ma il successivo svaso ha cambiato le condizioni operative: è stato possibile ispezionare direttamente la galleria in asciutto e adeguare il progetto alla nuova configurazione di cantiere.
Quale soluzione è stata adottata?
Massimo Cornelli: Abbiamo utilizzato la tecnica di relining with discrete pipes, inserendo virole in PRFV Amiblu NC Line progettate su misura per seguire la geometria esistente dell’infrastruttura.
La scelta dei profili non circolari è stata determinante, perché ha consentito di mantenere un’elevata sezione idraulica utile e, allo stesso tempo, di ridurre demolizioni e lavorazioni invasive. Gli elementi installati hanno dimensioni interne di circa 2,55 x 3,55 metri, uno spessore di parete pari a 80 mm e valvole predisposte per il riempimento dell’intercapedine.
Come si è sviluppato il cantiere?
Massimo Cornelli: La cantierizzazione ha richiesto diverse opere provvisionali: consolidamento della scarpata, by-pass, manufatto all’imbocco, canale di deviazione e impianto di pompaggio.
Le tubazioni non circolari in PRFV, in sezioni da 2,5 m, sono state assemblate due a due direttamente in cantiere con delle laminazioni strutturali; le virole così ottenute, lunghe 5,0, m, sono state unite mediante cerniere in acciaio, poi movimentate e poste in asse con l’imbocco della galleria. L’inserimento è avvenuto con una macchina di spinta dedicata, installata frontalmente.
Cosa è avvenuto dopo la posa?
Massimo Cornelli: Una volta completato l’inserimento delle virole, abbiamo riempito l’intercapedine tra il nuovo rivestimento e la galleria esistente. Le iniezioni di resina sono state eseguite attraverso i bocchelli predisposti per solidarizzare le virole alla struttura originaria e ripristinare la continuità statica del manufatto.
Le ultime attività hanno poi riguardato i raccordi, le verifiche, la chiusura lavori e il riempimento del bacino.
In che modo le soluzioni Amiblu hanno fatto la differenza in questo progetto?
Amedeo Rugen: Il relining della diga di Zoccolo conferma l’efficacia dei sistemi in PRFV non circolari nel recupero di gallerie idrauliche con accessi difficili e vincoli operativi tipici delle opere idroelettriche montane.
In questo contesto, le soluzioni Amiblu hanno permesso di lavorare su misura, mantenendo elevate prestazioni idrauliche e affidabilità nel tempo.








